Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico DOC
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Le caratteristiche
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Tipologia:Vino bianco fermo
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Provenienza:Marche
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Uve:Verdicchio 100%
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Sensazioni:Colore giallo paglierino carico; naso esplosivo di frutta a polpa bianca e gialla (albicocca e pesca bianca); bocca piena, di corpo, suadente
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Vinificazione:Pigiatura soffice dell?uva intera, decantazione del mosto fiore e fermentazione a temperatura controllata in vasche in acciaio termocondizionate a 18-20°; affinamento in bottiglia 6 mesi
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Gradazione Alcolica:13,5% vol.
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Allergeni:Contiene solfiti
Consigli di Degustazione
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Temperatura di servizio:10-12°
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Quando berlo:Ottimo ancora per tutto il prossimo anno
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Abbinamento:Antipasti, primi piatti con sughi poco elaborati, frutti di mare, crostacei, formaggi freschi
La Vigna
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Terreno:Argilloso
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Esposizione e altitudine:NordOvest, 200-250 m s.l.m.
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Metodo di allevamento:Spalliera a guyot doppio
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Densità d’impianto:4.000 ceppi per ettaro
- Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico DOC
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Il verdicchio è un vitigno molto versatile, adatto a produrre sia vini semplici e beverini, sia prodotti più complessi e longevi. Quello di Luciano Landi è un Verdicchio di pronta beva, equilibrato e di grande personalità: solo acciaio, profumi intensi e sorso pieno e suadente. Da bere, ribere… e ribere!
Belvedere Ostrense è un comune marchigiano di 2.300 anime che si trova a nord di Jesi, in provincia di Ancona. Zona di Castelli… e zona di Verdicchio: dei Castelli di Jesi, per l’appunto. “Castelli” non come siamo abituati a immaginarli, ma paesi fortificati di epoca medievale e rinascimentale, che ancora oggi mantengono intatto il loro fascino. Qui Sergio Landi ha fondato l’azienda negli anni 50. All’epoca gli ettari vitati erano 4, coltivati con i vitigni tradizionali della zona: verdicchio dei Castelli di Jesi a bacca bianca e lacrima di Morro d’Alba a bacca scura. A gestire oggi l’azienda è il nipote Luciano. Il suo Verdicchio può fregiarsi della menzione “Classico”, ovvero prodotto nella zona più antica, i comuni nelle vallate a ridosso del fiume Esino delimitate dalla linea che da Ostra-Arcevia scende a sud fino a Cupramontana-Apiro. In poco più di mezzo secolo gli ettari di proprietà sono passati da 4 a 20, di cui 16 vitati. Si continua a puntare sulle varietà classiche, ma con un taglio più moderno: nuovi impianti ad alta densità e basse rese, largo uso di legni piccoli e spazio alle varietà internazionali e ai blend (pur privilegiando i monovarietali). La viticoltura è di tipo convenzionale, e le bottiglie prodotte circa 80.000 all’anno.

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